CREDIAMO NELL’UNIONE

Accogliamo le persone con patologia e i loro familiari, promuoviamo la partecipazione agli eventi associativi perché la migliore terapia è stare insieme. Sensibilizziamo l’Ente Pubblico al fine di migliorare i servizi necessari per le persone. Organizziamo convegni ed incontri per approfondire i vari aspetti della patologia, sia dal punto di vista medico, terapeutico, riabilitativo.

Manteniamo un rapporto di collaborazione con gli Sportelli Parkinson presso le U.O. di Neurologia degli Ospedali di Trento e Rovereto. Programmiamo attività, come gruppi di condivisione e di informazione, incontri individuali con lo psicoterapeuta, attività in palestra, attività in piscina, attività corale, attività occupazionale…

RENDICONTAZIONE DEI CONTRIBUTI PUBBLICI RICEVUTI NELL’ANNO 2019

–  totale contributi  €33.393,75

  • 28/01/2019 – COMUNE DI TRENTO CONTRIBUTO IN ACCONTO CONVEGNO “ALLEANZA MEDICO PAZIENTE E APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE ALLA MALATTIA DI PARKINSON 2018” – 107,10 €

  • 05/04/2019 – COMUNE DI CLES – CONTRIBUTO PER ATTIVITA’ FISIOTERAPIA/COUNSELING DI GRUPPO ANNO 2018 – 1.113,00 €

  • 03/05/2019 – COMUNE DI TRENTO – CONTRIBUTO IN ACCONTO ATTIVITA’ ORDINARIA 2019 – 570,00 €

  • 17/05/2019 – COMUNE DI TRENTO – CONTRIBUTO A SALDO CONVEGNO “ALLEANZA MEDICO PAZIENTE E APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE ALLA MALATTIA DI PARKINSON 2018” – 83,94€

  • 30/05/2019 – PROVINCIA AUTONOMA TRENTO – CONTRIBUTO A SALDO ESERCIZIO FINANZIARIO 2018 – 4.880,06 €

  • 05/06/2019 – PROVINCIA AUTONOMA TRENTO RIMBORSO CONTRIBUTO ONERI ASSICURATIVI INFORTUNI/RESP.CIVILE VOLONTARI 570,00

  • 01/08/2019 – CAMPAGNA 5 X MILLE – DICHIARAZIONE REDDITI 2017 – 6.425,44 €

  • 30/08/2019 – PROVINCIA AUTONOMA TRENTO CONTRIBUTO IN ACCONTO ESERCIZIO FINANZIARIO 2019 – 19.644,21€

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A FAVORE DELLA TRASPARENZA

Crediamo che la trasparenza sia un valore, il nostro bilancio è a vostra disposizione. 

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“Un giorno ognuno di noi avrà bisogno di una mano tesa, pronta ad aiutarlo”

IL NOSTRO DIRETTIVO

  • Andreanna Bayr Ambrosi  – presidente

  • Alberto Franceschini – vice presidente

  • Mauro Galas – segretario

  • Amelia Marzano – consigliere

  • Adriana Chierzi – consigliere

  • Francesca Girardi – consigliere

  • Ivonne Merlo – consigliere

IL NOSTRO STATUTO

Ai sensi del Decreto legislativo 117/2017, (da qui in avanti indicato come “Codice del Terzo settore”), e delle norme del Codice Civile in tema di associazioni, è costituita l’Associazione Parkinson Trento Organizzazione di volontariato, enunciabile anche come “Parkinson Trento ODV”, con sede legale nel Comune di Trento, di seguito indicata anche come “Associazione”.
L’Associazione è iscritta nell’Albo delle Organizzazioni di volontariato della Provincia Autonoma di Trento, pertanto, si impegna ad utilizzare l’indicazione di “Organizzazione di volontariato” o l’acronimo “ODV” in tutti gli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.
L’Associazione ha sede legale nel Comune di Trento. L’eventuale variazione della sede legale nell’ambito del Comune di Trento non comporta modifica statutaria, salvo apposita delibera del Consiglio Direttivo e successiva comunicazione agli uffici competenti.
Essa opera nel territorio della provincia di Trento, e può operare anche in ambito nazionale e/o internazionale
L’Associazione potrà istituire sezioni o sedi secondarie, in Italia e all’estero.
L’Associazione ha durata illimitata.
L’Associazione è apartitica e aconfessionale, e fonda la propria attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato.
L’Associazione persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, attraverso l’esercizio, in via esclusiva o principale e prevalentemente in favore di terzi, di una o più attività di interesse generale.
L’Associazione opera nei seguenti campi di interesse generale previsti dall’art. 5 del D. Lgs. 117/2017 e successive modificazioni (Codice del Terzo Settore):
a) interventi e servizi sociali ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui allalegge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;
b) interventi e prestazioni sanitarie;
c) prestazioni socio-sanitarie di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 febbraio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2001, e successive modificazioni;
d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 del D. Lgs. 117/2017.
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L’Associazione persegue le seguenti finalità:
a) migliorare le condizioni di vita delle persone con patologia di “Parkinson e Parkinsonismi”;
b) promuovere l’informazione su tutti gli aspetti della patologia;
c) favorire il progresso nella conoscenza della malattia e nell’impiego di mezzi atti a lenire gli effetti individuali e sociali.
d) svolgere opera di sensibilizzazione presso la popolazione per diffondere la conoscenza dei problemi inerenti alla patologia;
e) promuovere la costituzione di gruppi volontari, i quali dovranno operare nell’ambito territoriale assegnato;
f) stimolare e favorire la ricerca nel settore della patologia di “Parkinson e Parkinsonismi”;
g) favorire i contatti con analoghe Associazioni italiane ed estere, allo scopo di coordinare azioni di interesse comune.
h) realizzare attività e iniziative di aggregazione e di sostegno;
i) costituire un punto di riferimento valido e concreto in tutto il territorio del Trentino, dando voce e risposte alle necessità delle persone con Parkinson e ai loro familiari con una particolare attenzione alla persona nella sua globalità biopsicosociale;
j) mettere in atto ogni azione diretta ad attuare tutti i possibili interventi per la prevenzione, la cura, la riabilitazione delle persone con Parkinson;
k) curare la raccolta sistematica e la divulgazione delle informazioni su studi e ricerche relativi a sintomatologia, caratteristiche, frequenza aspetti terapeutici della malattia;
l) collegarsi con quanti, sia nei servizi pubblici che nei sevizi privati, già operano a tali fini;
m) sviluppare una particolare attenzione alle problematiche delle famiglie che presentano al loro interno situazioni di disagio provocate dalla presenza di una persona con malattia;
n) contribuire alla formazione e alla sensibilizzazione di operatori e di volontari attivi in programmi finalizzati al superamento di tali disagi;
o) provvedere a costruire, ove necessari, servizi sanitari e sociali;
p) curare i contatti con la Pubblica Amministrazione e con le Autorità Sanitarie che siano funzionali alla realizzazione delle finalità dell’Associazione;
q) favorire e sviluppare i rapporti fra le persone con malattia e le loro famiglie;
Per raggiungere gli scopi suddetti l’Associazione potrà svolgere, a solo titolo esemplificativo, le seguenti attività:
a) realizzare ogni forma di accoglienza e ascolto delle persone con patologia di Parkinson, dei loro familiari, dei loro amici e di quanti possono contribuire al loro benessere;
b) offrire alle persone con Parkinson, ai loro familiari e caregiver, opportunità di aggregazione e confronto, per contrastare l’isolamento e l’inattività a cui può condurre la patologia;
c) promuovere attività, come i gruppi di condivisione e di informazione, incontri individuali con lo psicoterapeuta, attività in palestra, attività in piscina, attività corale, attività occupazionale e quanto altro sia utile per il benessere della persona;
d) dedicare un’attenzione particolare ai bisogni del caregiver, nel prendersi cura della persona con Parkinson;
e) facilitare i gruppi di persone che svolgono iniziative condivise a favore delle persone con Parkinson;
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f) realizzare attività di sensibilizzazione nei confronti delle Istituzioni (Assessorato alla Salute e politiche sociali, APSS, Consulta Provinciale per la Salute), al fine di migliorare i servizi necessari per le persone con patologia di Parkinson;
g) organizzare convegni ed incontri per approfondire i vari aspetti della patologia, dando una chiara informazione, sia dal punto di vista clinico, terapeutico, riabilitativo, psicologico, e della ricerca scientifica;
h) realizzare e diffondere materiale editoriale anche attraverso la pubblicazione di bollettini, atti, studi, ricerche anche tramite la gestione di piattaforme web;
i) organizzare e realizzare incontri e tavoli di lavoro con i rappresentanti delle istituzioni politiche e dell’azienda sanitaria;
j) organizzare e realizzare incontri nelle scuole;
k) collaborare con altre Associazioni ed organismi titolari delle medesime finalità;
l) collaborare con gli enti pubblici e privati sulle questioni di interesse dell’Associazione;
m) svolgere ogni altra attività non specificamente menzionata in tale elenco ma comunque collegata con quelle precedenti, purché coerente con le finalità istituzionali e idonea a perseguirne il raggiungimento.
L’Associazione può svolgere, ex art.6 del Codice del Terzo settore, anche attività diverse da quelle di interesse generale, a condizione che esse siano secondarie e strumentali e siano svolte secondo i criteri e i limiti stabiliti dal predetto Codice e dalle disposizioni attuative dello stesso.
L’Associazione potrà, altresì, porre in essere raccolte pubbliche di fondi, al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, nelle forme, nelle condizioni e nei limiti di cui all’art.7 del Codice del Terzo settore e dei successivi decreti attuativi dello stesso.
L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità, pari opportunità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.
Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra gli associati riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’Associazione.
Possono essere ammessi a far parte dell’Associazione le persone fisiche e le Organizzazioni di volontariato le quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al loro raggiungimento.
Possono essere ammessi come associati anche altri enti del Terzo settore o altri enti senza scopo di lucro, a condizione che il loro numero non sia superiore al 50% (cinquanta per cento) del numero delle Organizzazioni di volontariato.
Gli enti giuridici sono rappresentati dal rispettivo Presidente ovvero da altro soggetto delegato dal Consiglio Direttivo.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.
Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse presenta domanda per iscritto al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione. In tale domanda deve essere anche precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale e dei regolamenti interni, ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea ed a partecipare alla vita associativa.
Il Consiglio Direttivo delibera l’ammissione o il rigetto entro 90 (giorni) giorni dalla presentazione della domanda. Il Consiglio Direttivo deve decidere secondo criteri non discriminatori, coerenti con le finalità perseguite e con le attività di interesse generale svolte.
L’accoglimento della domanda è comunicato al nuovo associato entro 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione ed egli deve essere iscritto nel libro degli associati.
L’eventuale provvedimento di rigetto deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso l’interessato può proporre appello all’Assemblea ordinaria, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al contraddittorio.
Gli associati hanno il diritto di:
a) partecipare in Assemblea con diritto di voto, compreso il diritto di elettorato attivo e passivo;
b) essere informati di tutte le attività ed iniziative dell’Associazione, e di parteciparvi;
c) esaminare i libri sociali. Al fine di esercitare tale diritto, l’associato deve presentare espressa domanda di presa di visione al Consiglio Direttivo, il quale provvede entro il termine massimo dei 15 (quindici) giorni successivi. La presa di visione è esercitata presso la sede dell’Associazione alla presenza di persona indicata dal Consiglio Direttivo.
L’esercizio dei diritti sociali spetta agli associati fin dal momento della loro iscrizione nel libro degli associati, sempre che essi siano in regola con l’eventuale versamento della quota associativa, fatta eccezione per il diritto di voto in Assemblea che è disciplinato dall’art.15, del presente Statuto.
Gli associati hanno il dovere di:
a) adottare comportamenti conformi allo spirito e alle finalità dell’Associazione, tutelandone il nome, nonché nei rapporti tra i soci e tra questi ultimi e gli organi sociali;
b) rispettare lo Statuto, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni adottate dagli organi sociali;
c) versare l’eventuale quota associativa nella misura e nei termini fissati annualmente dal Consiglio Direttivo.
Le quote e i contributi associativi non sono trasferibili, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, e non sono rivalutabili.
La qualità di associato si perde per:
a) recesso volontario. Ogni associato può esercitare in ogni momento il diritto di recesso, mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo. Il recesso ha effetto immediato;
b) mancato pagamento della quota associativa, se prevista, entro 180 (centottanta) giorni dall’inizio dell’esercizio sociale. Il Consiglio Direttivo comunica tale obbligo a tutti gli associati entro un termine congruo per poter provvedere al versamento. L’associato decaduto può presentare una nuova domanda di ammissione ai sensi dell’art. 6 del presente Statuto.
L’associato può invece essere escluso dall’Associazione per:
a) comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione;
b) persistenti violazioni degli obblighi statutari, regolamentari o delle deliberazioni degli organi sociali;
c) aver arrecato all’Associazione danni materiali o morali di una certa gravità.
Il provvedimento di esclusione, pronunciato dal Consiglio Direttivo, deve essere motivato e comunicato per iscritto all’interessato entro e non oltre 30 (trenta) giorni dalla data della deliberazione. Contro di esso l’associato escluso può proporre appello all’Assemblea ordinaria, entro e non oltre 30 (trenta) giorni dal ricevimento della comunicazione, mediante apposita istanza che deve essere inoltrata al Consiglio Direttivo a mezzo raccomandata o PEC o altro mezzo idoneo ad attestarne il ricevimento; l’Assemblea ordinaria dovrà svolgersi entro 30 (trenta) giorni dalla data di ricevimento dell’istanza. All’appellante deve essere garantito in Assemblea il diritto al contraddittorio. Fino alla data di convocazione dell’Assemblea ordinaria, ai fini del ricorso, l’associato interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto.
L’associato receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate né ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.
I volontari sono persone fisiche che condividono le finalità dell’Associazione e che, per libera scelta, prestano la propria attività tramite essa in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti ed esclusivamente per fini di solidarietà.
L’Associazione deve iscrivere in un apposito registro i volontari, associati o non associati, che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
L’Associazione deve inoltre assicurare i propri volontari contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso terzi.
L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e analiticamente documentate per l’attività prestata, previa autorizzazione ed entro i limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo.
La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria.
L’Associazione svolge la propria attività di interesse generale avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.
L’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura, esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento, oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% (cinquanta per cento) del numero dei volontari.
Sono organi dell’Associazione:
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio Direttivo;
Ai componenti degli organi sociali non può essere attribuito alcun compenso, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata ai fini dello svolgimento della funzione.
L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.
L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione ed è composta da tutti gli associati in regola con il versamento della eventuale quota associativa annuale.
Ciascun associato può intervenire personalmente in Assemblea o può farsi rappresentare da un altro associato mediante delega, la quale deve essere scritta e firmata e deve contenere l’indicazione del delegante e del delegato. Sono ammesse due deleghe per associato.
L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio. L’Assemblea può essere inoltre convocata:
a) su richiesta motivata della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo;
b) su richiesta motivata ed indirizzata al Consiglio Direttivo da almeno 1/5 (un quinto) degli associati.
Nei casi di cui alle lettere a) e b) il Presidente deve provvedere alla convocazione dell’Assemblea, la quale deve svolgersi entro 60 (sessanta) giorni dalla data della richiesta.
La convocazione deve pervenire per iscritto agli associati tramite lettera o email almeno 8 (otto) giorni prima della data della riunione. L’avviso deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione, oltre che gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione deve essere fissata almeno 24 (ventiquattro) ore dopo la prima convocazione.
L’Assemblea può riunirsi anche mediante videoconferenza, sempre che tutti i partecipanti siano identificati e sia loro consentito di seguire la discussione in modo simultaneo, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di partecipare alla votazione. L’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente, e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro. Se nel corso della riunione venisse sospeso il collegamento, la stessa verrà dichiarata sospesa dal Presidente o da colui che ne fa le veci, e le decisioni prese fino alla sospensione saranno valide.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vicepresidente o da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.
Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea sono riassunte in un verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea, conservato nella sede dell’Associazione.
È compito dell’Assemblea ordinaria:
a) approvare il bilancio di esercizio, predisposto dal Consiglio Direttivo;
b) approvare l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, predisposto dal Consiglio Direttivo;
c) determinare il numero, eleggere e revocare i membri del Consiglio Direttivo;
d) decidere sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
e) approvare l’eventuale regolamento attuativo dello Statuto e gli altri regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
f) deliberare sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali, ai sensi dell’art.28 del Codice del Terzo settore, e promuovere l’azione di responsabilità nei loro confronti;
g) deliberare su ogni altro argomento posto all’ordine del giorno o sottoposto al suo esame da parte del Consiglio Direttivo o da altro organo sociale.
L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti.
Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.
È compito dell’Assemblea straordinaria:
a) deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;
b) deliberare in merito allo scioglimento, trasformazione, fusione o scissione dell’Associazione.
Per le modifiche statutarie, per la trasformazione, fusione o scissione dell’Associazione, l’Assemblea straordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo (1/3) degli associati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati.

Ciascun associato ha diritto ad un solo voto.
L’esercizio del diritto di voto spetta agli associati sono iscritti da almeno 3 (tre) mesi nel libro degli associati, sempre che essi siano in regola con il versamento della eventuale quota associativa annuale. Gli associati che non sono iscritti da almeno 3 (tre) mesi nel libro degli associati possono partecipare all’Assemblea senza diritto di voto né di elettorato attivo e passivo, e non sono computati ai fini del raggiungimento dei quorum.
Per le votazioni si procede normalmente con voto palese; si procede a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno 1/10 (un decimo) dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali, e comunque nei casi di votazioni riguardanti le persone, si procede mediante il voto a scrutinio segreto.
Il Consiglio Direttivo è l’organo amministrativo dell’Associazione, è eletto dall’Assemblea tra gli associati in regola con il versamento della eventuale quota associativa, ed è composto da un numero di membri che può variare da 3 (tre) a 7 (sette), secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei successivi rinnovi. I primi membri del Consiglio Direttivo sono nominati nell’atto costitutivo.
Non può essere eletto Consigliere, e se nominato decade dalla carica, l’interdetto, l’inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
I Consiglieri durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili. Almeno 30 (trenta) giorni prima della scadenza del mandato, il Presidente convoca l’Assemblea per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga opportuno o quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/3 (un terzo) dei Consiglieri.
La convocazione è fatta mediante avviso scritto, il quale deve pervenire ai Consiglieri almeno 4 (quattro) giorni prima della data della riunione, e deve indicare il luogo, la data, l’ora e gli argomenti all’ordine del giorno.
In difetto di convocazione formale, o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i Consiglieri.
Il Consiglio Direttivo può riunirsi anche mediante videoconferenza secondo le stesse modalità previste per l’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente; in assenza di entrambi, è presieduto da altro Consigliere individuato tra i presenti.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti, e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti. Non sono ammesse deleghe.
Le votazioni si effettuano con voto palese, tranne nei casi di votazioni riguardanti le persone, dove si procede mediante il voto a scrutinio segreto.
Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dal verbalizzante a ciò appositamente nominato. Il verbale è trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo, conservato nella sede dell’Associazione
Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, ed in particolare ha il compito di:
a) redigere il bilancio di esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
b) redigere l’eventuale programma annuale e pluriennale di attività, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
c) nominare il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario dell’Associazione;
d) decidere sulle domande di adesione all’Associazione e sull’esclusione degli associati;
e) redigere gli eventuali regolamenti interni per il funzionamento dell’Associazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
f) decidere l’eventuale quota associativa annuale, determinandone l’ammontare;
g) deliberare la convocazione dell’Assemblea;
h) decidere in merito agli eventuali rapporti di lavoro con i dipendenti, oltre che con collaboratori e consulenti esterni;
i) ratificare o respingere i provvedimenti adottati d’urgenza dal Presidente;
j) curare la tenuta dei libri sociali dell’Associazione;
k) deliberare l’eventuale svolgimento di attività diverse, e documentarne il carattere secondario e strumentale rispetto alle attività di interesse generale;
l) adottare ogni altro provvedimento che sia ad esso attribuito dal presente Statuto o dai regolamenti interni;
m) adottare in generale tutti i provvedimenti e le misure necessarie all’attuazione delle finalità istituzionali, oltre che alla gestione e al corretto funzionamento dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.
Il Segretario si occupa in generale della gestione dei libri sociali e svolge le mansioni a questo delegate dal Consiglio Direttivo o dal Presidente.
Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione e la rappresenta di fronte a terzi e in giudizio.
Il Presidente dell’Associazione è nominato all’interno del Consiglio Direttivo.
La carica di Presidente può essere revocata dal Consiglio Direttivo con le stesse modalità previste per l’elezione.
La carica di Presidente si perde inoltre per dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo.
Il Presidente ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento dell’Associazione, ed in particolare ha il compito di:

a) firmare gli atti e i documenti che impegnano l’Associazione sia nei riguardi degli associati che dei terzi;
b) curare l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
c) adottare, in caso di necessità, provvedimenti d’urgenza, sottoponendoli entro 15 (quindici) giorni alla ratifica da parte del Consiglio Direttivo;
d) convocare e presiedere l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo.
In caso di assenza o impedimento, il Presidente viene sostituito dal Vicepresidente. In caso di assenza o impedimento di quest’ultimo, spetta al Consiglio Direttivo conferire espressa delega ad altro Consigliere.

La carica di Consigliere si perde per:
a) dimissioni, rassegnate mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;
b) revoca da parte dell’Assemblea ordinaria, a seguito di comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione, persistenti violazioni degli obblighi statutari oppure per ogni altro comportamento lesivo degli interessi dell’Associazione;
c) sopraggiunte cause di incompatibilità, di cui all’art.16, c.2, del presente Statuto;
d) perdita della qualità di associato a seguito del verificarsi di una o più delle cause previste dall’art. 8 del presente Statuto.
Nel caso in cui uno o più Consiglieri cessino dall’incarico per uno o più dei motivi indicati nel precedente comma, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione attingendo alla lista dei non eletti nell’ultima elezione del Consiglio Direttivo svoltasi. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale dovrà decidere sulla loro conferma. Se confermati, essi rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente. In caso di mancata conferma, oppure di esaurimento o di assenza del numero dei non eletti, il Consiglio Direttivo provvede alla sostituzione tramite cooptazione, salvo ratifica da parte della prima Assemblea ordinaria utile; in caso di mancata ratifica si procederà ad una nuova elezione. I Consiglieri così subentrati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.
Nel caso in cui cessi dall’incarico la maggioranza dei Consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e il Presidente o, in subordine, il Consigliere più anziano di età, dovrà convocare l’Assemblea ordinaria entro 30 (trenta) giorni dalla cessazione, al fine di procedere ad una nuova elezione del Consiglio Direttivo. Fino all’elezione dei nuovi Consiglieri, i Consiglieri cessati rimangono in carica per l’attività di ordinaria amministrazione.
Delle obbligazioni contratte dall’Associazione rispondono, oltre all’Associazione stessa, anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’Associazione.
I Consiglieri, i direttori generali, i componenti dell’organo di controllo e di revisione (qualora nominati), rispondono nei confronti dell’ente, dei creditori sociali, dei fondatori, degli associati e dei terzi, ai sensi delle disposizioni in tema di responsabilità nelle società per azioni, in quanto compatibili.
L’Associazione deve tenere le seguenti scritture:
a) il libro degli associati;
b) il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Assemblea;
c) il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.
L’Associazione deve tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di controllo, qualora questo sia stato nominato.
L’Associazione ha inoltre l’obbligo di tenere il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo di revisione, qualora questo sia stato nominato.
L’Associazione deve infine tenere il registro dei volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
Il patrimonio dell’Associazione è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
È vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, Consiglieri ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.
L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:
a) quote associative;
b) contributi pubblici e privati;
c) donazioni e lasciti testamentari;
d) rendite patrimoniali;
e) attività di raccolta fondi;
f) rimborsi derivanti da convenzioni con le pubbliche amministrazioni;
g) proventi da attività di interesse generale e da attività diverse ex art.6 del Codice del Terzo settore;
h) ogni altra entrata ammessa ai sensi del Codice del Terzo settore e di altre norme competenti in materia.
Per l’attività di interesse generale prestata l’Associazione può ricevere soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’art.6 del Codice del Terzo settore.
L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.
Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo deve procedere alla formazione del bilancio di esercizio, il quale dovrà essere approvato dall’Assemblea ordinaria. Quest’ultima dovrà essere convocata entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Il bilancio di esercizio dovrà essere depositato presso la sede dell’Associazione negli 8 (otto) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la sua approvazione ed ogni associato, previa richiesta scritta, potrà prenderne visione.
Lo scioglimento dell’Associazione è deciso dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno 3/4 (tre quarti) degli associati, sia in prima che in seconda convocazione.
L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio residuo, il quale dovrà essere devoluto, previo parere positivo dell’Ufficio di cui all’art.45, c.1, del Codice del Terzo settore e salvo diversa destinazione imposta dalla legge, ad altri enti del Terzo settore o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale, secondo quanto previsto dall’art.9 del Codice del Terzo settore.
Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si applicano il Codice del Terzo settore e le disposizioni attuative dello stesso, oltre che il Codice civile e le relative disposizioni di attuazione, in quanto compatibili.

LA NOSTRA STORIA

anno in cui fu fondata l’Associazione “Parkinson Trento”.

Fabio Ambrosi, Mario Appollonia, Pia Gabrielli, Giuseppe Gianpiccolo, Mario Kirchner, Cesare Nollo, Guido Pedron, Renzo Pedrotti, Italo Solvetti. Sono le persone che con umiltà e coraggio cominciarono il cammino.

L’Associazione di Trento fu la prima Associazione in Italia e sul suo modello ne sorgeranno altre 18 nel resto del Paese.

Fino ad allora, le persone con Parkinson potevano contare solo su un servizio di assistenza medica e usufruire di un limitato ciclo di attività riabilitativa, (presso la palestra della Scuola Elementare R. Sanzio). Ivana Chemolli, (alla quale va il nostro riconoscimento) allora presidente AISM di Trento, ci ha aiutato a fondare l’Associazione dandoci dei suggerimenti per stilare lo statuto e ci ha messo a disposizione i locali della loro sede. L’anno successivo 1991 ci venne assegnata una sede, dalla Circoscrizione “Oltrefersina”, in via Pasubio 29.

Il Consiglio Direttivo ha stabilito i seguenti scopi:

  1. Costituire un punto di riferimento concreto per dare voce e risposta alle necessità delle persone con parkinson e dei loro familiari;
  2. Offrire assistenza psicologica alle persone con parkinson e familiari;
  3. Creare occasioni favorevoli per aiutarli a uscire dall’isolamento.

Nel corso degli anni l’Associazione ha coinvolto più di 400 persone, aiutandole ad uscire dall’isolamento. A tal fine sono state predisposte delle sedi per incontri di auto-mutuo-aiuto, in un primo tempo a Trento, Villa Agnedo, Rovereto e successivamente sono state aperte altre sedi in regione, per andare incontro alle persone. Negli anni questi incontri hanno avuto una crescente partecipazione, si sono instaurate delle relazioni di amicizia tali da portare gli associati ad affermare che l’Associazione è diventata “la loro seconda famiglia”.

Le persone con malattia di parkinson e i loro familiari avevano bisogno di essere sostenuti psicologicamente ed aiutati anche a trovare delle occasioni per socializzare, con questo spirito sono state organizzate diverse opportunità, tra le quali la gita sociale, le feste in occasione delle ricorrenze annuali e il soggiorno marino. Altre iniziative con l’intento di favorire l’attività fisica e la socializzazione sono state proposte ai soci, come l’attività motoria di gruppo in palestra, l’attività in piscina e il canto che ha riscontrato un grande successo. Di notevole interesse, la pubblicazione del giornalino trimestrale d’informazione, “Notiziario Parkinson di Trento” un modo per far conoscere agli associati le novità proposte dall’associazione e trovare notizie di interesse generale.

Nel corso degli anni diversi professionisti del campo medico, si sono alternati, collaborando con l’Associazione: Claudio Boninsegna, Aldo Genovese e Albina Boreatti, ed altri esponenti della neurologia locale e nazionale. Come informatori clinici hanno spiegato le caratteristiche della malattia, aggiornandoci nello stesso tempo sulle novità della ricerca medico-scientifica. Inoltre in collaborazione con il dottor Daniele Orrico, ex primario del reparto di Neurologia di Trento, era stato introdotto un tesserino personale per la persona con Parkinson attestante la terapia seguita, con lo scopo di evitare interferenze in un eventuale ricovero. Allo stesso tempo si era cercato di sensibilizzare le strutture sanitarie locali; l’esempio più chiaro sta nel fatto che l’Associazione era riuscita ad ottenere la corsia preferenziale per le visite ambulatoriali presso l’ospedale S. Chiara con il Dottor Claudio Boninsegna e presso la A.S.L. di Trento con il Dottor Aldo Genovese. Tali misure furono un modo per accorciare notevolmente i tempi di attesa per avere una visita specialistica.

Le idee per le future attività sono tante e diverse, ma per rimanere nel tema dell’approccio globale abbiamo delineato i più urgenti obiettivi: – attività di riabilitazione sistematica nelle strutture pubbliche esistenti, con il rafforzamento del sistema di “corsia preferenziale” nell’ambito della fisiochinesi terapia e della logopedia; – supporto psicologico, sia per la persona con Parkinson che per i familiari; – attivazione di un day-hospital finalizzato all’assistenza dell’ammalato nelle fasi di cambio di terapia o in situazioni particolari; – assistenza alle persone che sono state sottoposte all’operazione di neuro-stimolazione profonda “DBS”. Istituire una linea diretta con il neurologo per poter avere in tempo reale soluzioni a problemi emergenti e un’équipe multidisciplinare che permetta alla persona con Parkinson di essere curato e considerato in maniera globale.

L’Associazione Parkinson di Trento insieme ad altre cinque Associazioni fondarono la Confederazione Parkinson Italia, con sede a Milano, e tutt’ora un nostro rappresentante fa parte del Consiglio Direttivo. Una Confederazione di Associazione per garantire una rappresentanza Istituzionale a livello Nazionale a tutela delle persone con Parkinson.

“Un ringraziamento particolare a Tutte le persone che in qualche modo ci hanno aiutato”.

anno in cui ci siamo trasferiti nella nuova sede in via F. Bronzetti 26.

Alle ore 15.00 presso la sala dell’Oratorio di S. Antonio a Trento in Via Bolghera n.40, si è svolta in seconda convocazione l’Assemblea Elettiva Ordinaria per il rinnovo della cariche sociali dell’Associazione Parkinson Trento Onlus. L’esito delle votazioni, a seguito del nuovo direttivo svoltosi martedì 27 marzo 2018 risulta il seguente: Andreanna Bayr Ambrosi (presidente), Alberto Franceschini (vice presidente), Mauro Galas (segretario), Amelia Marzano (consigliere), Adriana Chierzi (consigliere), Francesca Girardi (consigliere), Ivonne Merlo (consigliere).

Il nuovo Collegio Sindacale, risulta così composto: Lucia Taofner (presidente), Rosanna Pedrotti (sindaco), Renata Nicoletti (sindaco).

I DOCUMENTI UFFICIALI DELL’ASSOCIAZIONE

Clicca sui link per scaricarli.

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