statuto

STATUTO DELLA ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO ASSOCIAZIONE PARKINSON TRENTO

Art. 1 – Denominazione e sede

Ai sensi della legge 11 agosto 1991, n. 266 e delle norme del codice civile in tema di associazioni, è costituita l’Associazione di volontariato denominata Associazione Parkinson Trento, con sede nel Comune di Trento.

Essa opera nel territorio della Provincia di Trento.

L’Associazione ha durata illimitata.

L’Associazione potrà istituire sezioni o sedi secondarie, in Italia e all’estero.

 

Art. 2 – Scopi

L’Associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.

L’Associazione intende riunire le persone fisiche con Parkinson, i loro parenti e tutti coloro che sono interessati ai loro problemi, al fine di sviluppare i rapporti di reciproca conoscenza tra soci, di solidarietà e interazione per favorire il progresso nella conoscenza della malattia e nell’impiego di mezzi atti a lenire gli effetti individuali e sociali.

In particolare, al fine di perseguire gli scopi istituzionali, l’Associazione può svolgere le seguenti attività:

  • operare perché siano attuati tutti i possibili interventi per la prevenzione, la cura, la riabilitazione delle persone con Parkinson;
  • curare la raccolta sistematica e la divulgazione delle informazioni su studi e ricerche relativi a sintomatologia, caratteristiche, frequenza aspetti terapeutici della malattia;
  • collegarsi con quanti, sia nei servizi pubblici che nei sevizi privati, già operano a tali fini;
  • sviluppare una particolare attenzione alle problematiche delle famiglie che presentano al loro interno situazioni di disagio provocate dalla presenza di una persona con malattia;
  • contribuire alla formazione e alla sensibilizzazione di operatori e di volontari attivi in programmi finalizzati al superamento di tali disagi;
  • provvedere a costruire, ove necessari, servizi sanitari e sociali;
  • curare i contatti con la Pubblica Amministrazione e con le Autorità Sanitarie che siano funzionali alla realizzazione delle finalità dell’Associazione;
  • favorire e sviluppare i rapporti fra le persone con malattia e le loro famiglie.

Le attività sopra indicate sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite le prestazioni dei propri aderenti. L’attività degli aderenti non può essere retribuito in alcun modo, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, analiticamente documentate e preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.

L’Associazione può, con esclusivo riferimento a soggetti terzi, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, sempre che l’apporto del personale volontario permanga rilevante.

 

Art. 3 – Ammissione ed esclusione degli associati

L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.

Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, aderendo alla finalità istituzionali dell’Associazione, intendano collaborare al loro raggiungimento garantendo il versamento dell’eventuale quota associativa annuale.

Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda scritta al Consiglio Direttivo, che provvede all’ammissione. Contro l’eventuale diniego, motivato, è possibile proporre appello alla prima assemblea ordinaria utile. La decisione è inappellabile.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.

La qualità di associato si perde:

  • per decesso;
  • per morosità nel pagamento della quota associativa, protrattasi per 2 mesi dal termine di versamento richiesto;
  • per recesso volontario;
  • per esclusione.

L’associato che intende recedere dall’Associazione deve darne comunicazione scritta al Presidente entro 30 giorni dal termine di ciascun anno.

Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione dell’associato per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione e per persistenti violazioni degli obblighi statutari.

Contro il provvedimento di esclusione, che deve contenere le motivazioni, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.

Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facoltà di replica, tranne che per l’ipotesi di decadenza per morosità per la quale l’esclusione si perfeziona automaticamente con il decorrere del termine previsto per il pagamento.

Fino alla data di convocazione dell’Assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso. Egli può partecipare alle riunioni assembleari senza diritto di voto.

Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.

Art. 4 – Diritti e doveri dei soci

Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti ed ai doveri nei confronti dell’associazione.

I soci hanno il diritto di partecipare effettivamente alla vita dell’Associazione; partecipare all’Assemblea con diritto di voto, ivi compresi i diritti di elettorato attivo e passivo; essere informati su tutte le attività ed iniziative dell’Associazione; prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione

dell’Associazione con possibilità di ottenerne copia a proprie spese. In particolare, ciascun socio maggiore di età ha diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello Statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione.

I soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura e nei termini fissati dal Consiglio Direttivo; al rispetto dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.

Art. 5 – Organi sociali

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea dei soci;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • il Collegio dei Revisori dei conti;

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite, salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute in ragione dell’incarico ricoperto. E’, quindi, garantita la libera eleggibilità degli organi sociali. L’elezione degli organi dell’Associazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Art. 6 – L’assemblea

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione e si compone di tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa annuale.

Essa è convocata dal Presidente, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio/rendiconto e tutte le volte che sia necessario, anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri ovvero quando ne faccia domanda motivata almeno un decimo dei soci.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente o dal Vice Presidente, ovvero da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.

Per convocare l’Assemblea, il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta, delibera il giorno e l’ora della prima convocazione ed il giorno e l’ora della seconda convocazione.

La convocazione è fatta mediante avviso scritto, inviato via mail o posta ordinaria, a tutti i soci, anche se sospesi o esclusi in attesa di giudizio definitivo, almeno 7 giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze in cui partecipano di persona o per delega di tutti i soci.

L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.

L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:

  • discute ed approvare il bilancio/rendiconto predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • definisce il programma generale annuale di attività;
  • procede alla elezione degli organi sociali;
  • discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
  • delibera sui ricorsi avverso i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
  • discute e decide su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno.

L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita con qualsiasi numero di associati presenti.

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto, sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo.

Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno tre quarti degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In seconda convocazione, è ammessa la presenza di almeno la metà dei soci con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Ciascun associato ha diritto a un solo voto e può intervenire personalmente o per il tramite di un altro associato munito di delega scritta. Sono ammesse due deleghe per associato.

Nelle deliberazione di approvazione del Bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, i consiglieri non hanno diritto di voto.

Per le votazioni si procede normalmente con voto palese, o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei presenti.

Per l’elezione delle cariche sociali si procede mediante il voto a scrutinio segreto.

Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore ed è trascritto su apposito Libro, conservato nella sede dell’Associazione.

Art. 7 – Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo si compone di un numero minimo di 3 consiglieri ad un numero massimo di 7 stabilito dall’Assemblea e scelti tra gli associati.

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni ed i suoi membri possono essere rieletti. Può essere revocato dall’assemblea, con la maggioranza di 2/3 (due terzi) degli associati.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più componenti il Consiglio Direttivo decadono dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio provvede alla sua sostituzione attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nell’impossibilità di attuare detta modalità, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea per l’elezione dei mancanti. I consiglieri cooptati o sostituiti rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qualvolta ne ravvisi l’esigenza o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri o dal Collegio dei Revisori dei conti

La convocazione è fatta mediante avviso inviato via mail almeno 5 giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza, dal Vice-Presidente e, in assenza di entrambi, da altro membro del Consiglio medesimo nominato tra i presenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.

Le votazioni sono palesi tranne nei casi di nomine o comunque riguardanti le persone.

Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale conservato agli atti nel Libro Verbali del Consiglio Direttivo e firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante.

Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Art. 8 – Presidente

Il Presidente dell’Associazione è eletto dall’Assemblea dei soci tra i suoi componenti.

Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.

Resta in carica tre anni e può essere rieletto. Può essere, altresì, revocato con delibera della maggioranza degli associati.

In caso di assenza o di impedimento viene sostituito dal vice-Presidente o, in assenza di questo, dal membro del Consiglio Direttivo più anziano di età.

Il Presidente provvede alla convocazione dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo e li presiede. Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea e, in caso di urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva che egli dovrà contestualmente convocare.

Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale.

Art. 9Vicepresidente

Il vicepresidente sostituisce il Presidente in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo.

Art. 10Segretario

Il Segretario redige i verbali delle riunioni, conserva i libri sociali e contabili, provvede ai pagamenti delle spese e alle riscossioni delle quote sociali, dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo, compie le mansioni delegate dal Presidente.

Nel caso di nomina di un Tesoriere, quest’ultimo è responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili. Cura la redazione dei rendiconti sulla base delle determinazioni assunte dal Consiglio.

Art. 11 – Il Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori dei conti è l’organo di controllo amministrativo-finanziario.

Esso è formato da tre membri eletti dall’Assemblea dei soci tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione.

Il Collegio dei revisori rimane in carica tre anni ed è rieleggibile; esso nomina al proprio interno un Presidente.

Il Collegio dei Revisori controlla l’amministrazione dell’Associazione e la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili.

Partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio consuntivo.

Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascrivere in apposito Libro.

Art.12Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:

  • contributi degli aderenti e di privati;
  • contributi di enti pubblici finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rimborsi derivanti da convenzioni;
  • entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo, e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’Assemblea che ne determina l’ammontare.

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. L’Associazione deve impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

 

Art. 13 – Bilanci o rendiconto

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.

Entro il 30 aprile di ogni anno, il Consiglio Direttivo predispone la bozza del bilancio annuale da sottoporre all’Assemblea ordinaria per la relativa approvazione.

Il bilancio viene depositato presso la sede dell’Associazione almeno 7 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato. Il bilancio è approvato dall’Assemblea con la maggioranza semplice dei voi degli associati. Dal bilancio dell’Associazione dovranno risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti.

Art. 14Scioglimento

Lo scioglimento dell’Associazione è deciso dall’Assemblea che si riunisce in forma straordinaria ai sensi dell’art. 6 del presente Statuto.

L’Assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.

Nel caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell’Associazione il patrimonio residuo dopo la liquidazione sarà devoluto ad altra ad altra Organizzazione di volontariato operante in settore analogo o similare.

Art. 15 – Rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, si fa riferimento alla legge 11 agosto 1991, n.266, alle norme del codice civile e alle altre leggi dello Stato in quanto applicabili.

            29 ottobre 2014