| L’ angolo della posta
La voce di Angelo
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Per scelta del caso, ci è toccata la malattia di Parkinson.
Questo fatto possiamo accettarlo bene, con serenità, oppure male, con astio. La statistica ci dice che conviene accettarlo bene, affidandoci alle cure del medico e collaborando con lui.
Dovendolo combattere, è necessario partire dal presupposto che il Parkinson, senza dover fare niente di particolare, trova sulla sua stessa strada un alleato che è costituito dal trascorrere del tempo che deteriora le cose e di questo dobbiamo tenerne conto. Consideriamo che il corpo è come una macchina che è stata costruita e pure solida all’inizio, con il tempo si deteriora e tende a sgretolarsi.
Sul piano fisico dobbiamo tenere questa macchina sempre efficiente con ginnastica, sport e medicine per portarla sempre pronta a gareggiare ad armi pari, perché dobbiamo correre un torneo nel quale è necessario disarcionare l’avversario.
Sul piano morale, dobbiamo restare sereni, fieri, allegri, responsabili e disposti a misurarci, equilibrando il più possibile il differenziale offesa/difesa. Non dobbiamo essere noi a fornire a chi ci combatte ulteriori alleati che gli procureremmo da soli se ci abbandonassimo all’ira o alla rabbia prendendo la malattia per il verso sbagliato.
Permetteremmo all’avversario di sedersi sulla riva del fiume ad aspettare… Non ne abbiamo bisogno!!! Dobbiamo invece crearci un piano di battaglia e seguirlo con scrupolosità, disinteressandoci di come la prenderebbe l’avversario. Oltre alle cure mediche, per chi crede, è un toccasana affidarsi alla Bontà Divina che è un medico superiore a tutto. Dobbiamo comunque avere una visione la più ampia possibile delle necessità che ci insorgono con la dipendenza dal Parkinson, abbandonando l’istinto primario di rifugiarci nel nostro io ed allargandoci invece verso un orizzonte più vasto dove possiamo trovare altre persone con i nostri stessi problemi. Per male che vada, non abbiamo nulla da perdere.
Angelo Valer