Cara associazione,

spinta dalla curiosità di provare una nuova esperienza con “nuovi compagni” e spronata dalla sempre “coinvolgente” Pia ho deciso di iniziare il Corso di Voce.

Prima di cominciare ho fatto una piccola ricerca su internet, senza trovare tuttavia alcun riferimento al termine biovoce.

Dopo la prima lezione, con qualche informazione in più, ho ritentato la mia ricerca con i termini “campane tibetane” e “canti armonici”, gli “strumenti” usati per il nostro corso.

Questo richiamo al Tibet mi incuriosisce, paese di tradizioni particolari e antiche, rimaste pressoché invariate nel corso dei secoli e che per questo lo rendono ancora più unico ed interessante.

Importante è sapere perché si fa qualunque cosa, ma fondamentale per noi è sapere con chi ci può comprendere, che capisce i nostri stati d’animo, compresa la nostra rabbia, a volte difficile da gestire.

Come tutti anche “noi” dobbiamo affrontare le difficoltà della vita, ma con il peso di quel fardello in più, che per quanto mi riguarda anche se ho accettato a volte non riesco ad affrontare da sola: non capisco perché ogni tanto le lacrime bagnano il mio viso così senza motivo, o perché la rabbia se ne esce così impedendomi di vivere come vorrei la mia “seconda vita”.

E’ vero che per essere ammalati bisogna sentirsi tali, ma è inevitabile in alcuni momenti pensarci.

Conoscere le proprie emozioni, liberare la nostra rabbia e lasciare uscire il “nostro canto dell’anima” questo in breve il corso di biovoce.

Non ho potuto partecipare a tutte le lezioni previste perché il mio “ospite” si è indispettito e non me lo ha permesso, ma mi è bastato per capire l’utilità che queste iniziative hanno per noi.

Emanuela ed Isabella, le nostre insegnanti, hanno contribuito a renderlo ancora più interessante e piacevole.

Ogni incontro era suddiviso in vari momenti: il radicamento, il contatto con la madre terra, lo scioglimento dei muscoli, compresi quelli del viso, della mandibola, con specifici esercizi per far uscire il nostro “suono”; il rilassamento dei chackra, i centri energetici ai quali ad ognuno corrispondono degli organi del nostro corpo. Il rilassamento era accompagnato dal suono delle campane tibetane e l’ascolto dei mantra dei monaci.

Ho apprezzato in modo particolare due momenti: il canto dell’anima di Emanuela, solo il nome infonde pace e tranquillità, e il battesimo del nome; sentire tante persone che cantano il mio nome mi ha emozionato.

Un’esperienza interessante e quanto mai utile che mi auguro abbia presto un seguito.

Valentina Tomasoni