Si può guidare l’auto?


Il malato che presenti da pochi mesi la malattia o che sia ben compensato dalla terapia, anche dopo molti anni, non ha difficoltà nella guida della propria autovettura.
Curiosamente alcuni malati riferiscono che durante la guida della automobile, o quando si trovano in automobile, i sintomi della malattia regrediscono o scompaiono del tutto e questo in particolare per quanto concerne il tremore. E’ possibile che il meccanismo di attenzione, la sollecitazione sensoriale visiva facilitino le prestazioni motorie, ma è anche possibile che i continui movimenti necessari per condurre una autovettura facciano scomparire il tremore tipico del parkinsoniano che è un tremore a riposo.
La scomparsa del tremore in automobile richiama alla memoria la singolare osservazione di Charcot compiuta a metà dell’800. Charcot era, a quell’epoca, il più famoso neurologo del mondo, francese, insegnava a Parigi, e le sue lezioni erano straordinarie e venivano seguite non solo dagli studenti ma anche da molti medici e neurologi. Un volta viaggiando in treno si trovò nello stesso scompartimento nel quale si trovava seduto davanti a lui un parkinsoniano e notò che, durante le fermate del treno, il signore parkisoniano presentava un evidente tremore, mentre, quando il treno era in movimento, ed allora i treni erano alquanto traballanti, il tremore si riduceva consistentemente fino a scomparire. Sulla base di questa constatazione, il grande neurologo francese ideò e fece costruire una poltrona traballante sulla quale faceva sedere i malati parkinsoniani. Questa poltrona (le fauteuille tremblant) è esposta nel museo della Salpetrière a Parigi. Si può allora supporre che il viaggiare sia terapeutico per i malati? La risposta a voi.
Quando il parkinsoniano presenti una grave compromissione delle sue prestazioni motorie, vuoi perché va soggetto al fenomeno on-off, vuoi perché ha discinesie disturbanti i movimenti volontari ed automatici, è sconsigliabile l’uso della macchina.

© 2000 LIMPE - pubblicazione luglio 2000