Ma il Parkinson non è una malattia della vecchiaia?

Com’è possibile che io abbia il Parkinson a soli 40 anni? O comunque
in un età relativamente giovane prima dei 60 anni
Questa è una domanda che si pongono non solo i malati ed i loro parenti,
ma anche i medici curanti. Tanto è vero che spesso il medico curante
o anche lo specialista neurologo di fronte ad una malato di quest’età
ritiene che si tratti di un’affezione diversa dalla malattia di Parkinson.
Tutto ciò deriva dalla convinzione che la malattia sia una caratteristica
della vecchiaia. E questa convinzione non è errata, infatti, l’età
media d’esordio si pone intorno ai 60 anni e la sua frequenza aumenta
con il passare degli anni. D’altra parte si deve considerare il fatto
che nel 10% dei soggetti parkinsoniani la malattia esordisce prima dei 40 anni,
tra 20 e 39, e cioè in un età che si può considerare, se
non giovanile, per lo meno adulto-giovanile. Inoltre in una notevole percentuale
di parkinsoniani (almeno nel 30%) l’inizio si verifica in un’età
lavorativa, quando la persona si trova ancora nel pieno della propria capacità
lavorativa e professionale. Quindi l’idea che la malattia di Parkinson
sia una prerogativa dell’anziano è un’idea da sfatare.
Certamente l’immagine del parkinsoniano ricorda un po’ quella della
vecchiaia; non infrequente il malato, ma soprattutto i parenti fanno le seguenti
considerazioni: "è invecchiato precocemente" " è
come se fosse diventato vecchio". Infatti, il cammino lento, la voce ipofonica,
l’inespressività del volto, tipici del malato parkinsoniano, si
adattano perfettamente alle caratteristiche comportamentali dell’anziano.
La malattia di Parkinson può comunque esordire in età molto avanzata,
ad 80 e più anni. In questi casi può accadere che la malattia
di Parkinson non sia identificata come tale, poiché si attribuisce tutta
la sintomatologia al processo dell’invecchiamento realizzatosi con il
progressivo passare degli anni, e pertanto non è curata. Questo comportamento,
conseguente ad un errore diagnostico è assai spiacevole, poiché
la terapia specifica con L-Dopa determina un notevole miglioramento, permettendo
quindi una vita ancora autonoma e talora per molti anni anche in persone in
età. Decisamente avanzata
© 2000 LIMPE - pubblicazione luglio 2000