Frutta di colore giallo-arancione per il paziente parkinsoniano

 


Le persone con più di 55 anni vivono più a lungo con una dieta ricca di frutta.

E’ stato dimostrato che una dieta ricca di frutta e di verdura riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di diversi tipi di cancro, e che una dieta ricca di frutta riduce la mortalità per tutte le malattie nelle persone con più di 55 anni.

Non vi sono studi che dimostrano che una dieta ricca di frutta riduce il rischio di malattia di Parkinson oppure rallenta il decorso della malattia.

Tuttavia i benefici della frutta sono dovuti alla presenza di vitamine, minerali e di sostanze antiossidanti, per cui la frutta dovrebbe essere utile in tutte le malattie in cui lo stress ossidativi è importante, fra queste vi è la malattia di Parkinson.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mon-diale della Sanità (O.M.S.)

L’O.M.S. consiglia di mangiare almeno 400 grammi di frutta e verdura al giorno, pari a circa cinque porzioni (una porzione è uguale a un contorno di verdura, un frutto quale una mela o una fetta di melone).

E’ evidente che il paziente parkinsoniano prediligerà la frutta particolarmente ricca di sostanze antiossidanti.

Come fare per individuarla?

Una semplice guida è il colore della frutta. I carotenoidi costituiscono una famiglia di potenti antiossidanti che colorano gli alimenti di giallo, arancione oppure rosso-violaceo.

Esempi sono l’arancia, l’ananas, l’uva “nera” e anche la papaia, un frutto con scorza gialla e polpa arancione.

Lo stato delle conoscenze attuali induce a raccomandare il consumo regolare di frutta a tutti, indipendentemente dallo stato di salute.

Contrariamente a quanto avviene con altre terapie, il consumo di frutta non comporta sacrifici, in quanto sono disponibili numerose varietà, per tutti i gusti e … per tutte le tasche!