Con…VIVERE
con IL PARKINSON
La facilità nella comunicazione è un elemento
molto vantaggioso nei rapporti tra le persone. Il trasmettere agli altri
le proprie esperienze, anche se dolorose, aiuta sicuramente ad accettarle
con più serenità; parlare dei propri disturbi con chi ci vive vicino
può farci sentire meno emarginati. Spesso, alle sofferenze della malattia
si aggiungono le sofferenze della solitudine, dell’abbandono e della
incomprensione. Rispetto agli anni passati, quando parlare di morbo
di Parkinson era una esperienza difficile persino per i medici, oggi,
per fortuna, sono gli stessi pazienti che pretendono una comunicazione
diretta e precisa sulla diagnosi, sulle aspettative e sull’evoluzione
della qualità della vita. E’ migliorata la conoscenza medica specifica
e sta migliorando l’atteggiamento sociale nei riguardi del mondo
Parkinson.
Tutto questo ha aiutato i medici a comunicare con più serenità con i
malati e con i loro familiari, facilitando la conoscenza della malattia
e la consapevolezza di come affrontarla, offrendo così un’informazione
completa e comprensibile che ha – tra il resto - il pregio di eliminare
sia facili illusioni sia quel senso di incertezza e dubbi che provocano
solo immotivate apprensioni e ulteriori ansie. La comunicazione semplice,
corretta, razionale e fiduciaria tra medico e paziente concorre ad accrescere
la conoscenza delle mille sfaccettature della malattia: anche questo
è un prezioso aiuto che il parkinsoniano dà all’opera di ricerca delle
cause/effetti della malattia. Il medico non serve solo per determinare
la cura e prescrivere le medicine: il medico può aiutare i malati di
Parkinson ad avere fiducia in se stessi ed ad acquisire una mentalità
positiva per combattere la malattia, per accettasi e accettare la sfida
per la loro indipendenza e autonomia del vivere quotidiano nella società.
Vivere bene la malattia vuol dire conoscere la realtà, agire con volontà
per credere nelle proprie possibilità di “poter fare”, con la determinazione
di saper decidere per se stessi come organizzare tutte le attività e
i momenti della giornata. Ogni malato è un’entità unica, non solo rispetto
il decorso della malattia, ma soprattutto riguardo al come saprà “vivere
la malattia”: questa è la vera scommessa che deve impegnare il malato
di Parkinson: per tanti motivi, uno in particolare: Questa malattia,
come tutti sappiamo, non toglie anni alla vita, ma tenta di togliere
vita agli anni se non viene affrontata con coraggio, determi-nazione
e …tanta e ancora tanta voglia di vivere.