IMPRESSIONI SUL CORSO DI “BIOVOCE”

Con la guida di Emanuela e Isabella Bungaro e la collaborazione di Carolina Filosi, si è svolto presso la sede dell’associazione Parkinson un corso breve (di cinque pomeriggi), quanto intenso e impegnativo, nel gennaio-febbraio 2004.
La finalità era offrire agli affetti da questa malattia (nei più diversi stadi e caratteristiche individuali) ed ai relativi assistenti, parenti stretti o para-familiari, uno strumento di conoscenza di sé e una disciplina di allenamento, atti a contrastare la tendenziale passività e la conseguente depressione, che rappresentano simbolicamente la sintomatologia comune alle varie forme di parkinsonismo.
Le lezioni-esercitazioni, condotte con sensibilità umana ed elasticità applicativa, si sono fondate prevalentemente su tre pilastri metodologici (salvo involontarie omissioni dello scrivente):
1. evitare la separazione a priori tra persone con differenti problemi e capacità reattive, pur senza ridurre il lavoro pedagogico al ‘minimo comun denominatore’; nello stesso tempo sollecitando la disponibilità e le energie di ciascuno e promuovendo una coralità solidale;
2. puntare sulla novità e la concretezza del ‘tirar fuori’ la
3. propria voce, come parte attiva del corpo di ognuno ed elemento relazionale fondamentale, che fa sentire più vivi verso l’esterno e può provocare un flusso di vibrazioni stimolanti all’interno;
4. superare reticenze culturali, abitudinarie e consolidate, verso la ‘alta voce’, il canto, il grido, l’urlo, che possono invece diventare terapia e spingere alla reattività fisica, alla lotta (se non proprio alla vittoria) contro la passività e la fuga nella depressione, un modo liberatorio di esprimere le proprie emozioni.