Vita dell’associazione


BRILLANTE RIUSCITA
DELLA FESTA
DI CARNEVALE 2004

 

Eccoci alla festa sociale del carnevale 2004. Peccato che Giove Pluvio non abbia il senso dell’umorismo, poiché, in combutta con malanni di stagione capitati ad alcuni soci, ha tentato di boicottarci aprendo i rubinetti del cielo. Nonostante questo una quarantina di soci, famigliari ed amici si è ritrovata in una bella e spaziosa sala nella quale era allestita una tavolata imbandita con i dolcetti, tradizionali del carnevale, “grostoi e smacafam”.

Gli onori di casa erano officiati dalla nostra infermiera Gabriella agghindata con uno sfarzoso costume senegalese, dal quale forse sperava di assorbire, per osmosi, alcune tecniche sciamane utili al suo lavoro. La sala intanto si riempiva alla svelta con soci di vecchia data e volti nuovi che rappresentavano gli ultimi iscritti. La classica fisarmonica suonata da Luciano Dalmeri che non manca mai nelle feste, suonava valzer, mazurke e qualche romantico tango, che rinverdivano i ricordi della maggior parte dei presenti. Un assolo toccante di “Signore delle cime” era seguito da altri assolo di fede profana. In questa atmosfera prendevano l’avvio anche le danze.

Fra un ballo e l’altro, la rappresentante della neo costituita sezione di Cavalese, eccitata e brillante, sfarfallava fra i vari gruppetti rinsaldando amicizie già fatte e facendo nuove conoscenze.
Una bionda ucraina, badante di una socia, veniva trascinata nel vortice dei valzer a dimostrazione della fratellanza con gli extracomunitari che anima la nostra sezione. Mentre la festa continuava, ecco presentarsi all’entrata Frate Arturo. Scappucciato, apparve però subito il volto sorridente e simpatico della Mirella, nostra fedele amica sempre presente alle feste parkinsoniane.

Un breve intervallo nel ritmo delle danze fu riempito dalla lettura di impressioni sull’amore scritte da una socia, da spunti comici ad opera di improvvisate barzellettiste e dall’estrazione di alcuni premi che avrebbero indicato chi maggiormente era baciato dalla Dea Fortuna.

Riprese le danze, dopo qualche giro di valzer era arrivato il momento del classico trenino, dove, trainati da due locomotive impersonate da Frate Arturo e da Gabriella si snodava una coda umana che girava disegnando ghirigori per tutta la sala. La formazione e la messa in moto del trenino era anche il segnale che la festa stava per terminare ed infatti dopo poco, cominciarono i saluti, i baci, gli abbracci e gli arrivederci e ciascuno alla spicciolata s’involò verso la stazione di partenza rappresentata dalla propria abitazione.

Tutti erano soddisfatti e felici perché anche questa volta la festa si era svolta nel migliore dei modi terminando bene e in allegria.

Angelo