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L'Associazione
Parkinson costituisce un punto di
riferimento valido e concreto che cerca di dare voce e risposta alla
necessità del malato parkinsoniano e dei suoi familiari con particolare
attenzione a ciascuna persona nella sua globalità.
Parkinson:
nansconderlo non serve ... parlarne sì
Per
il raggiungimento dei fini statutari l'Associazione Parkinson
coinvolge gli ammalati ed i loro familiari
per toglierli dal pesante stato di isolamento in cui spesso si trovano
sensibilizza l'Ente Pubblico perché, con
strutture e servizi idonei, risponde alle necessità dei malati
organizza convegni ed incontri per
approfondire i vari aspetti della malattia sia dal punto di vista
medico-terapeutico che riabilitativo
dispone di un'equipe di specialisti
(neurologo, fisiatra, foniatra, psicologo) per consigliare, prescrivere ed
attuare interventi organici a favore degli interessati. L'equipè collabora
con strutture ospedaliere e centri di riabilitazione
favorisce, mediante accordi con le strutture
pubbliche e private, l'accesso dei soci alle cure fisioterapiche e
riabilitative
orienta i soci ad utilizzare i vari
servizi esistenti sul territorio (assistenza domiciliare, pasti a
domicilio, trasporti, ecc.) finalizzati al sostegno di coloro che
quotidianamente devono affrontare i disagi causati dalla malattia
Ai
soci l'Associazione Parkinson offre
incontri
informativi
incontri di
auto-mutuo-aiuto fra malati e familiari con la presenza di un coordinatore
attività
motoria di gruppo in palestra anche con la partecipazione di un
familiare
attività
motoria in piscina tenuta da un istruttore abilitato
incontri di
socializzazione e momenti ricreativi (gite, pranzo sociale, incontri in
occasione di varie ricorrenze)
soggiorno
estivo marino per soci, familiari e simpatizzanti
assistenza
telefonica
Cos'è
la malattia di Parkinson
La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa del
sistema nervoso centrale, la cui causa è a tutt'oggi ignota e che colpisce
soggetti di entrambi i sessi prevalentemente nella fascia di età tra i 50 e
i 60 anni.
La malattia non è ereditaria, non
può quindi essere trasmessa dai genitori ai figli e non è una malattia
infettiva né contaggiosa.
Anche se non è nota la causa, si
sa che a determinarla è la riduzione di una sostanza, la dopamina, in
alcune strutture cerebrali deputate fondamentalmente al controllo delle
funzioni motorie.
Principali
sintomi:
Rigidità muscolare; Rallentamento dei movimenti; Tremore a riposo;
Instabilità posturale.
Il
trattamento della malattia si basa su tre interventi fondamentali:
Terapia farmacologica: per
reintegrare la carenza di dopamina cerebrale;
Terapia riabilitativa: volta al
mantenimento di una certa attività fisica per tenere sciolte le
articolazioni e tonici i muscoli;
Assistenza psicologica: per
consentire al malato ed ai suoi familiari di convivere positivamnete con la
malattia attraverso la partecipazione a gruppi di auto-mutuo-aiuto ed
incontri di auto-conoscenza.
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